La vera sostenibilità va oltre la riduzione delle emissioni. Questo significa costruire e rinnovare con consapevolezza: riducendo gli sprechi, proteggendo le persone e preservando il valore degli edifici nel tempo. Il futuro edilizio europeo è circolare e progettato per durare. Non è possibile ridurre l’impronta climatica europea senza intervenire sugli immobili esistenti. 

Riqualificazione: qui risiede la nostra più grande opportunità 

In Europa gli edifici sono i maggiori consumatori di energia, il che li rende centrali per le ambizioni climatiche europee. Per ridurre le emissioni è fondamentale intervenire sulla domanda energetica, ma poche misure sono efficaci quanto una profonda riqualificazione a partire da involucri edilizi ad alte prestazioni. Ridurre le dispersioni di calore permette di consumare meno energia, riduce i costi energetici e diminuisce l’impronta di carbonio del patrimonio edilizio europeo.  

Questo è esattamente l’obiettivo che l’Energy Performance of Buildings Directive - EPBD (Direttiva “Case Green”) si propone di accelerare:   

  • Per gli edifici non residenziali, gli standard minimi di prestazione energetica (MEPS) sono pensati per eliminare progressivamente le classi edilizie con le peggiori performance nel prossimo decennio, garantendo che vengano riqualificati prima gli edifici meno efficienti.  
  • Per gli edifici residenziali, i piani di riqualificazione nazionali stabiliscono un processo che da priorità a migliorare le abitazioni meno efficienti in vista degli anni 2030 e 2035, creando un flusso di attività di riqualificazione in tutti gli Stati membri.
  • Dal 2030, gli standard per gli edifici a zero emissioni (ZEB), definiranno il concetto di "riqualificazione profonda", garantendo la realizzazione di edifici con prestazioni durature nel tempo.  
  • Dal 2030, gli Stati membri dovranno calcolare il Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP) di tutti i nuovi edifici, introducendo per la prima volta a livello europeo, il principio di circolarità nella valutazione degli edifici.
Il carbonio incorporato rappresenta il
0

della totale impronta di CO₂ degli edifici europei

Il settore residenziale è responsabile del
0

dell’impronta materiale dell’UE

Gli edifici sono i maggior consumatori di energia, rappresentando più del
0

della domanda energetica primaria e delle emissioni di gas serra in Europa

Italia:
i numeri chiave

Secondo l’analisi Nomisma1 commissionata da ROCKWOOL, gli interventi più completi (“hard”, su impianti e involucro) sono quelli che generano i benefici più duraturi: oltre al risparmio energetico, contribuiscono a un incremento medio del valore immobiliare pari al +14,8%, rispetto al +4,8% degli interventi “soft” (solo impianti).
Nel complesso, lo scenario stimato prevede interventi su 1,743 milioni di edifici (pari a 4,731 milioni di unità immobiliari) con un investimento complessivo di 115,3 miliardi di euro (24.374 euro medi per unità immobiliare), e un aumento complessivo del valore immobiliare pari a 68,9 miliardi di euro.

1 Fonte: Nomisma per ROCKWOOL, Efficienza energetica del patrimonio abitativo – Scenari e strumenti alla luce della Direttiva UE, 2025.

shutterstock_1919950799

Scopri di più sui benefici della riqualificazione per l'Unione Europea